
Questo evento riunisce per tre giorni, nel cuore dei vigneti borgognoni, i diversi attori del mondo vitivinicolo (accademici, ricercatori, viticoltori, commercianti, ecc.) per riflettere su temi ogni volta diversi.
L'edizione del 2017 è stata dedicata alla sostenibilità nel vigneto e in cantina e ha visto dibattere durante la tre giorni diverse decine di partecipanti, molti dei quali non francesi.
Su invito della presidente della cattedra UNESCO, Jocelyne Pérard, il direttore generale dell'OIV ha tenuto il discorso conclusivo. Jean-Marie Aurand ha presentato le attività dell'OIV in materia di sostenibilità, poste in essere attraverso un nuovo approccio olistico a partire dal 2015.
Ricordiamo che la cattedra UNESCO dell'Università di Borgogna ha presentato la richiesta di iscrizione del vigneto borgognone nel Patrimonio mondiale, culturale e naturale dell'umanità, per i suoi siti vitivinicoli. Tale riconoscimento è stato concesso nel 2015.
Nel mondo, sono stati riconosciuti altri circa 15 siti viticoli o associati alla coltura della vite. Tali siti illustrano egregiamente l'influenza dell'attività umana mediante i segni che imprimono al territorio e alle tradizioni culturali che vi sono associate.


Durante la conferenza stampa che si è tenuta presso la sede dell'Organizzazione internazionale della vigna e del vino, Jean-Marie Aurand, direttore generale dell'OIV, ha presentato i primi dati sulla produzione viticola mondiale del 2017.
- Produzione molto scarsa in Europa: in Italia (39,3 Mio hl), in Francia (36,7 Mio hl) e in Spagna (33,5 Mio hl) i livelli sono particolarmente bassi.
Anche la Germania (8,1 Mio hl) registra una produzione scarsa.
Il Portogallo (6,6 Mio hl), la Romania (5,3 Mio hl), l'Ungheria (2,9 Mio hl) e l’Austria (2,4 Mio hl) sono i soli paesi ad aver conosciuto un incremento rispetto al 2016.
- Il livello di produzione rimane elevato negli Stati Uniti d'America (23,3 Mio hl).
- Il Sud Africa (10,8 Mio hl) conserva un livello di produzione sostenuto.
- In America del Sud la produzione è in crescita rispetto allo scarso livello del 2016, in special modo in Argentina (11,8 Mio hl) e in Brasile (3,4 Mio hl). In Cile (9,5 Mio hl) la produzione vinificata si conferma bassa.
- La produzione australiana (13,9 Mio hl) è in crescita e la produzione neozelandese (2,9 Mio hl), sebbene in leggera flessione, conserva un livello molto buono.
Elementi della congiuntura vitivinicola mondiale 2017


La cerimonia di consegna dei Premi dell'OIV 2017 si è svolta nei saloni dell'Organizzazione a Parigi, in presenza di numerosi rappresentanti del corpo diplomatico, della presidente dell'OIV, Monika Christmann, del direttore generale dell'OIV, Jean-Marie Aurand, del presidente della Giuria dei Premi dell'OIV, František Lipka, e del segretario scientifico della Giuria dei Premi, Jean-Luc Berger.

Numerosi protagonisti e personalità del mondo del vino hanno assistito a questo importantissimo evento dell'OIV, tra gli altri, rappresentanti delle case editrici, giornalisti, professionisti del settore ed esperti dell'Organizzazione.
Il crescente successo di questo "Premio Nobel della letteratura vitivinicola" (nelle parole di Jean-Marie Aurand, direttore generale dell'OIV) mira a fornire ai lettori informazioni aggiornate e diversificate sulla vigna e sul vino negli ambiti della tecnica e della scienza (enologia e viticoltura), dell'economia e del diritto, della storia, delle belle arti e della letteratura, della salute, del legame tra vino e gastronomia, della scoperta e della presentazione dei vini e delle regioni viticole di tutti i continenti.
Il lavoro rigoroso dei numerosi lettori specializzati di tutto il mondo che hanno valutato queste opere ha consentito alla Giuria internazionale, riunitasi a Sofia (Bulgaria) il 31 maggio scorso e presieduta da František Lipka, di procedere a una selezione imparziale tra le 65 opere provenienti da 19 paesi diversi. Il palmarès 2017 comprende 10 premi e 8 menzioni speciali attribuite a lavori originali, di grande qualità, all'avanguardia degli ultimi avanzamenti tecnologici e delle più recenti scoperte scientifiche.
Questa ricca edizione 2017 conferma il prestigio dei Premi dell'OIV e il riconoscimento da parte dell'intera filiera vitivinicola mondiale. Le opere premiate interessano anche le regioni la cui produzione vinicola è ancora poco nota e paesi che non sono attualmente membri dell'OIV.



Oltre 250 esperti di tutto il mondo (più di 20 paesi rappresentati) hanno partecipato alle diverse sessioni di questa conferenza, dedicata in particolare alla sostenibilità della viticoltura nei vari scenari del cambiamento climatico.
Durante la sessione inaugurale di questo evento patrocinato dall'OIV, la vicepresidente dell'Organizzazione, Claudia Quini, ha offerto una presentazione della vitivinicoltura argentina per conto dell'INV (Istituto nazionale della vitivinicoltura).

Il direttore generale dell'OIV, Jean-Marie Aurand, ha illustrato il panorama del settore vitivinicolo mondiale, le principali tendenze e le grandi sfide del settore, evidenziando il ruolo dell'OIV in tale contesto.

Il GiESCO è un'associazione che riunisce esperti dei sistemi vitivinicoli. Originariamente incardinato sulle forme di allevamento del vigneto e sull'ecofisiologia, i lavori di questo gruppo di esperti si sono poi ampliati per includere le principali questioni della viticoltura di base e applicata.

Solo un mese fa, presso la sede dell'OIV, si univa alle celebrazioni per il trentennale del Master dell'OIV in Wine Management che aveva fondato, circondato dall'affetto di due generazioni di ex studenti.

Laureato in legge e diplomato presso il Centro di studi e perfezionamento per le ispezioni nella repressione delle frodi francese, Tinlot ha esordito prima come responsabile dei contenziosi del corpo nazionale per il controllo dei vini e degli alcolici (1964-1970) e poi come responsabile del dipartimento dei vini e delle bevande presso il ministero dell'Agricoltura (1970-1981).
Ispettore generale per la repressione delle frodi, venne designato dalla Francia come commissario generale per l'organizzazione delle assemblee generali dell'OIV di Parigi del 1975 e del 1982, Organizzazione presso la quale fu relatore per le questioni inerenti alle denominazioni d'origine e alla qualità dei vini. Dal 1982 al 1985 ha presieduto il Gruppo di esperti dell'OIV "Regolamentazione e controllo della qualità".
Le sue competenze giuridiche e la sua conoscenza del settore vitivinicolo lo portarono a presiedere il Gruppo "Vino" (1979) e il Gruppo "Bevande spiritose" (1984) presso il Consiglio dei ministri dell'Unione europea, a partecipare alla revisione della Convenzione di Parigi dell'OMPI, alla vicepresidenza del Gruppo "Vino" della FAO (1983) e alla guida della delegazione francese presso la Commissione del Codex Alimentarius.
Divenuto aggiunto al direttore del consumo e della repressione delle frodi, nel 1985 venne eletto direttore generale dell'OIV, posizione che ha occupato sino al 1996, promuovendo le attività dell'Organizzazione, che in questo periodo è passata da 33 a 46 Stati membri.

Appassionato di storia e diritto viticoli, fiero delle sue origini borgognone, ha creato i primi corsi in Diritto del vino nel 1971 e amava condividere la sua passione con gli studenti di enologia, economia, agronomia e diritto di numerose università francesi. È fu questo suo carattere che lo condusse a creare l'Associazione internazionale dei giuristi della vite e del vino (AIDV) nel 1987 e l'Associazione universitaria internazionale del vino (AUIV), che si incaricò poi della gestione del Master dell'OIV in Wine Management.
Da 20 anni Tinlot condivideva le sue conoscenze attraverso l'AIDV, l'Accademia Amorim, che presiedeva, e la Cattedra UNESCO "Cultura e tradizioni del vino" dell'Università di Borgogna.
Grande diplomatico, di lui rimane il ricordo di un direttore dell'OIV appassionato e ricco di inventiva, al servizio di un mondo della vigna e del vino che conosceva a menadito.
L'OIV rende omaggio alla sua memoria e si unisce al dolore dei suoi cari.