

La giornata si è svolta alla presenza di Iñigo Nagore Ferrer (consigliere per l'Agricoltura, l'allevamento e l'ambiente della Rioja), Jean-Pierre Dal Pont (presidente della Société des Experts Chimistes de France), Julio Rubio García (Rettore dell'università della Rioja) e José Miguel Martínez Zapater (direttore dell'Instituto de Ciencias de la Vid). Erano presenti anche ricercatori provenienti da diversi centri di ricerca e università e rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura, della pesca, dell'alimentazione e dell'ambiente spagnolo (MAPAMA), della Federazione spagnola del vino (FEV), di aziende vinicole oltre a professionisti del settore e della tracciabilità, studenti, ecc., per una platea di circa 200 persone.

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In questa occasione hanno avuto diversi incontri con ministri e rappresentanti dei paesi membri dell'OIV presenti all'evento.

Inoltre, su iniziativa di Kodula Kovac, membro del Bundestag e presidente del "gruppo vino" del parlamento tedesco, la presidente e il direttore generale si sono nuovamente riuniti con il Ministro dell'Agricoltura albanese, Edmond Panariti. Questi ha confermato di aver avviato nel proprio paese il processo finalizzato alla presentazione della candidatura dell'Albania per l'affiliazione all'OIV.

L'incontro con l'ambasciatore del Giappone in Germania, Takeshi Yagi, ha permesso di presentare l'OIV visto il crescente consumo di vino e l’aumento della produzione vitivinicola di qualità in Giappone.


Il concorso, patrocinato dall'OIV, ha raccolto quasi cinquecento campioni di vini e spiriti provenienti da una quindicina di paesi.
In occasione di questa visita, Jean-Marie Aurand ha avuto un incontro con Eduard Grama, ministro moldavo dell'Agricoltura e l'industria alimentare.

Questi ha espresso il desiderio di rafforzare i rapporti del suo paese con l'OIV, anche in ragione dell'importante programma di modernizzazione del settore vitivinicolo intrapreso dalla Moldova. Il ministro ha presentato gli investimenti realizzati in attrezzature di vinificazione e nei vigneti per il miglioramento della qualità dei vini e ha espresso soddisfazione per i buoni risultati dell'esportazione, ottenuti grazie alla politica molto dinamica di promozione dei vini moldavi condotta dall'Ufficio dei vini e alla diversificazione degli sbocchi commerciali.
La Moldova produce in media 1,5 milioni di ettolitri di vino l'anno, di cui l'80% viene destinato all'esportazione.
Il direttore generale ha espresso il proprio apprezzamento per la buona collaborazione tra OIV e Moldova, palesatasi lo scorso anno con l'elezione del direttore dell'Ufficio del vino moldavo alla presidenza di uno dei gruppi di esperti, e si è augurato che la partecipazione degli esperti moldavi presso gli organi scientifici dell'Organizzazione diventi ancora più attiva.

Lo scorso giovedì 16 febbraio si è tenuta la giornata tecnica ENOMAQ 2017 presso il polo espositivo di Saragozza (Spagna). Il tema principale di questa giornata, coordinata da La Semana Vitivinícola, è stato il vino e la sostenibilità. La presenza dell'OIV è stata assicurata dal vicepresidente dell'Organizzazione, Vicente Sotés, e dal capo dell'unità Viticoltura, Mario de la Fuente, il quale è intervenuto nei lavori.

All'evento, presieduto dal direttore della Feria de Zaragoza, Rogelio Cuairán, e dal direttore de La Semana Vitivinícola, Salvador Manjón, hanno partecipato ricercatori provenienti da diversi centri di ricerca e/o università e una rappresentanza della Federazione spagnola del vino, nella persona della vicesegretaria generale, Susana García. Tra i partecipanti erano presenti anche tecnici, produttori, rappresentanti di cantine, professionisti del settore vitivinicolo, studenti, ecc., per un'affluenza complessiva di circa 150 persone.
Le presentazioni sono state suddivise in tre blocchi tematici: viticoltura, enologia e marketing vinicolo.
Un totale di sette interventi hanno affrontato la gestione integrata e sostenibile del vigneto, l'uso di nuove varietà resistenti alle malattie fungine (con l'esposizione di un caso pratico in cantina), gli strumenti e le nuove tecnologie per la sostenibilità delle aziende vinicole, i prezzi dei vini sostenibili e le certificazioni dei diversi tipi di vino.
Tali dibattiti hanno contribuito in modo fondamentale al trasferimento tecnologico di tali progressi nel settore vitivinicolo e, in particolare, alla diversa percezione del concetto di sostenibilità e della sua possibile applicazione pratica in un'azienda vitivinicola.
La vitivinicoltura sostenibile è una delle aree di lavoro prioritarie per l'OIV, la sua promozione figura infatti in una delle cinque linee strategiche del Piano strategico 2015-2019 dell'Organizzazione. Considerando la sostenibilità con tutto ciò che essa implica, l'OIV ha lavorato sin dal 1997 a diverse risoluzioni sulla produzione integrata (VITI 1/1999; CST 2004), la conservazione della biodiversità (VITI 1/2002), la produzione biologica (ECO 460/2012) e, ovviamente, la produzione sostenibile, con la risoluzione sullo sviluppo della vitivinicoltura sostenibile (CST 2004), la guida per la vitivinicoltura sostenibile (CST 2008) e la guida di applicazione per la viticoltura sostenibile destinata all'uva da tavola e all'uva passa (VITI 422/2011).
Quando si affronta la sostenibilità nel settore vinicolo bisogna tenere presenti i quattro pilastri fondamentali: ambientale, sociale (sicurezza e salubrità alimentare), culturale ed economico. L'OIV ha recentemente adottato, durante l'Assemblea generale di Bento Gonçalves (Brasile, novembre 2016), i "Principi generali dell’OIV della vitivinicoltura sostenibile – aspetti ambientali, sociali, economici e culturali" con la risoluzione CST 518/2016, elaborata per distinguere i principi generali di sostenibilità dai metodi di produzione che includono in modo totale o parziale tali principi.
Le iniziative sostenibili richiedono pianificazione, monitoraggio e valorizzazione delle conoscenze. È un processo in costante evoluzione che necessita pertanto di un miglioramento e di una valutazione continui.
Per questo motivo l'OIV, nell'ambito del suo piano di lavoro, nel 2015 ha deciso di ristrutturare i suoi gruppi di esperti creando un gruppo interdisciplinare e orizzontale chiamato "Sviluppo sostenibile e cambiamento climatico (ENVIRO)"
Il lavoro del Gruppo ENVIRO ha dato luogo a diverse iniziative legate alla sostenibilità attualmente in discussione, quali ad esempio:
- RSI: responsabilità sociale d'impresa e sostenibilità (ISO 26000), adattamento alla vitivinicoltura (progetto di risoluzione CST 13-530),
- protocolli e raccomandazioni sul calcolo dei GES,
- linee guida sull’uso sostenibile dell’acqua in viticoltura (progetto di risoluzione VITI-TECVIT 16-569) e sulla metodologia da applicare al calcolo dell'impronta idrica,
- buone pratiche e uso razionale dei pesticidi nei vigneti (progetto di risoluzione VITI-PROTEC 16-592),
- biodiversità funzionale,
- conservazione delle varietà e procedimenti di selezione (progetto di risoluzione VITI 14-564),
- gestione dei sottoprodotti in viticoltura,
- resilienza e cambiamento climatico: strategie di adattamento del settore vitivinicolo al cambiamento climatico.

Tutti questi aspetti sono stati affrontati in maggiore o minore misura durante la giornata tecnica, sebbene siano molti gli interrogativi e le sfide che rimangono aperti per il futuro. L'OIV si augura di poter svolgere un ruolo di rilievo e di contare sul lavoro di tutti per una vitivinicoltura più sostenibile.