
Questa nazione di millenaria tradizione viticola desidera ravvivare la propria filiera vitivinicola, specialmente nell'ambito del piano strategico per l'agricoltura lanciato dal Presidente della Repubblica Nursultan Nazarbaev, che mira a posizionare il Kazakistan tra i principali attori mondiali del settore della produzione biologica.
Come ha menzionato Jean-Marie Aurand, "dopo l'adesione di Azerbaigian, Armenia e Uzbekistan, quella del Kazakistan completerebbe la presenza dell'Asia centrale nel consesso dei paesi viticoli dell'OIV, testimoniando il rinnovamento di queste regioni di grande tradizione nella produzione di uva e vini e l'emergere di aspettative di mercato per prodotti di qualità che rispettano le norme internazionali".


36ª Conferenza internazionale dell'AIDV sulle sfide del cambiamento climatico
Imperniata su questo tema, la 36ª Conferenza internazionale dell' l'Associazione internazionale dei giuristi della vite e del vino (AIDV) ha riunito a Napa (USA) circa 150 giuristi di tutto il mondo per valutarne le conseguenze giuridiche.
Dal 1 al 3 ottobre, l'AIDV ha tenuto la sua Conferenza internazionale a Napa, concentrandosi sulla necessaria evoluzione del diritto vitivinicolo rispetto alle sfide del cambiamento climatico. In occasione dell'apertura delle due sedute dedicate alla questione, il direttore generale dell'OIV ha ricordato come questa sia considerata prioritaria tra le linee strategiche sviluppate dall'Organizzazione per prendere in considerazione gli obiettivi ambientali, sociali ed economici della filiera, pur mantenendo un approccio olistico mirato a garantire la sostenibilità del settore vitivinicolo.
Attorno alla tematica scelta dagli ospiti californiani della Conferenza, le comunicazioni e gli scambi sono stati ricchi, in particolare grazie agli interventi di accademici di Stanford e Berkeley e di professionisti che hanno consentito di comprendere meglio l'attuazione della responsabilità sociale e ambientale delle aziende del settore, come per la filiera dello Champagne, in Francia, o E. & J. Gallo, in California.

La civiltà del vino e il suo consumo responsabile, secondo Ernest Gallo
Nel corso di questa visita, Jean-Marie Aurand si è recato a Modesto (USA), dove ha visitato la sede e gli imponenti impianti della Gallo e si è intrattenuto con Ernest Gallo. Questa è stata l'occasione per commemorare il 25º anniversario della dichiarazione fatta dal nonno, Ernest Gallo [EN], durante l'Assemblea dell'OIV tenutasi a San Francisco nel 1993, volta a promuovere la civiltà del vino e il suo consumo responsabile e che portò alla creazione, grazie al sostegno statunitense, della Commissione "Vino e salute" all'interno dell'OIV.

L'attuazione delle norme analitiche elaborate dall'OIV
Visitando i laboratori ETS, il direttore generale dell'OIV ha potuto inoltre constatare l'importanza e l'attuazione delle norme analitiche elaborate dall'Organizzazione. Il fondatore dei laboratori, Gordon Burns, ha presentato l'unità di analisi microbiologica, che permette di individuare sin dalle fasi iniziali i rischi di contaminazione da parte di batteri, lieviti, o spore indesiderabili.
Incontro con gli studenti della filiera
Questo viaggio ha offerto infine l'occasione per presentare presso la CAL POLY, l'Università politecnica statale di California, le principali tendenze economiche del settore e le sue sfide. In occasione di questi incontri con gli studenti e il responsabile del dipartimento Vino e viticoltura, il dott. Benoît Lecat, Jean-Marie Aurand si è lungamente soffermato sul contesto sociale che influisce sul settore vitivinicolo e sulla necessità di assicurare una formazione adeguata a coloro che gestiranno la filiera nei prossimi anni.


Nato nel 2008, il programma Wine in Moderation rappresentò all'epoca una prima assoluta per il settore vitivinicolo. Per la prima volta, infatti, tutti gli attori europei del settore si sono riuniti per elaborare un programma completo mirato alla promozione di un consumo di vino responsabile e moderato.
La missione di WIM è offrire un quadro di riferimento comune, che riunisca l'insieme degli attori della catena del valore internazionale del vino e che ne stimoli il contributo nel contrasto agli aspetti negativi legati all'eccessivo consumo di alcol.
Celebrandone i 10 anni, i responsabili di WIM hanno voluto, in questi giorni, stilare un bilancio delle iniziative realizzate e, soprattutto, riflettere sulle strategie che Wine in Moderation intende adottare per il futuro. Oltre 50 partecipanti del mondo professionale, scienziati e rappresentati del settore vitivinicolo hanno partecipato a questa due giorni che ha segnato l'inizio di una riflessione e di un lavoro strategico e di maggiore prospettiva.
Il direttore generale dell'OIV, Jean-Marie Aurand, accompagnato dalla vicepresidente dell'OIV, Monika Christmann, e dal coordinatore scientifico dell'OIV, Jean-Claude Ruf, ha evidenziato l'importanza del ruolo e del contributo del programma Wine in Moderation-Art de Vivre nella promozione della responsabilità sociale del settore vitivinicolo e si è complimentato per il contributo di WIM nell'ambito della sua partecipazione in qualità di osservatore all'OIV, iniziata nel 2015.


Sin dall'adesione all'OIV dell'Azerbaigian nel 2013, i rapporti tra questo paese di millenaria tradizione viticola e l'OIV si sono rafforzati ai massimi livelli. In tale contesto, il direttore generale dell'Organizzazione ha ricevuto il ministro dell'Agricoltura azero, presentatosi alla guida di una delegazione di produttori venuti a presentare i propri vini alla stampa e ai professionisti del settore.

Jean-Marie Aurand si è complimentato per la collaborazione tra l'Azerbaigian e l'OIV. Il direttore generale ha sottolineato l'interesse dell'OIV a un ulteriore ampliamento della collaborazione con la repubblica caucasica e allo sviluppo degli scambi tecnici e scientifici con gli esperti azeri durante le riunioni dell'OIV.
"Lo sviluppo della filiera vitivinicola è uno dei nostri principali obiettivi. Il presidente azero, Ilham Aliyev, riconosce particolare importanza a questo settore. L'Azerbaigian ha recentemente adottato un programma nazionale per lo sviluppo della viticoltura", ha dichiarato Inam Karimov, ministro azero dell'Agricoltura, durante il suo incontro con il direttore generale dell'OIV.

Karimov ha inoltre ribadito l'importanza del rafforzamento della già stretta collaborazione e comunicazione con gli esperti dell'OIV, del sostegno allo sviluppo della filiera vitivinicola, della partecipazione di studenti azeri a diversi livelli di formazione e alle borse di ricerca offerte dall'OIV.
In occasione della degustazione, Elchin Matadov (lien vers video), presidente dell'Associazione dei produttori ed esportatori di vino, ha ricordato la storia della viticoltura del suo paese e il suo odierno sviluppo, con nuovi impianti annuali compresi tra i 500 e gli 800 ettari.

Con 282 milioni di ettolitri (Mio hl), la produzione vitivinicola 2018 è una delle più elevate dal 2000.
- In Europa: Italia (48,5 Mio hl), Francia (46,4 Mio hl) e Spagna (40,9 Mio hl) fanno registrare livelli di produzione molto alti. Anche la Germania (9,8 Mio hl), la Romania (5,2 Mio hl), l'Ungheria (3,4 Mio hl) e l'Austria (3,0 Mio hl) prevedono raccolti superiori alle proprie medie quinquennali. Il Portogallo (5,3 Mio hl) e la Grecia (2,2 Mio hl) sono i soli paesi ad aver conosciuto un calo di produzione rispetto al 2017.
- Il livello di produzione degli Stati Uniti d'America (23,9 Mio hl) si mantiene stabile da tre anni.
- In Sud Africa, la siccità ha influenzato significativamente la produzione 2018 (9,5 Mio hl).
- In America del Sud i livelli di produzione sono molto elevati. In Argentina (14,5 Mio hl) la produzione vinificata cresce del 23% rispetto all'anno precedente, mentre in Cile (12,9 Mio hl) cresce del 36%. Il Brasile (3,0 Mio hl) si attesta su un livello elevato, nonostante la sua produzione si sia ridotta rispetto a quella molto alta del 2017.
- La produzione di vino australiana (12,5 Mio hl) diminuisce rispetto a quella dell'anno precedente, mentre la produzione neozelandese (3,0 Mio hl) si mantiene su un livello molto elevato.