
L'edizione 2018 dell'Enoforum, evento patrocinato dall'OIV, si è tenuta per la prima volta in Spagna, a Saragozza, dal 31 maggio al 1º giugno 2018.
L'Enoforum è uno dei principali congressi scientifici europei del settore vitivinicolo ed è anche, e soprattutto, un luogo di incontro e di scambio per tutti gli attori della filiera.

Durante questi due giorni sono state presentate oltre 40 relazioni su questioni di grande importanza e interesse generale.
Le lectiones magistrales di questa edizione 2018 hanno consentito di approfondire gli aspetti scientifici di importanti materie, quali:
- la gestione idrica rispetto alla maturazione dell'uva,
- la microssigenazione attiva e passiva dei vini,
- l’influenza della temperatura sull'evoluzione del vino,
- le buone pratiche per il commercio del vino sfuso e in bottiglia.
Altre comunicazioni hanno affrontato una grande varietà di questioni, quali:
- la liberazione dei tioli durante la fermentazione: fattori genetici e nutrizionali,
- la bioprotezione in viticoltura ed enologia,
- la fertilità microbiologica del suolo: dalle conoscenze scientifiche all'applicazione nel vigneto,
- impiego di nuovi trattamenti per la stabilizzazione tartarica,
- modalità di gestione degli aspetti negativi e positivi dei composti solforati nei vini,
- nuove tecniche di vinificazione dei vini rossi,
- riattivazione delle funzionalità di base delle botti di rovere mediante la rigenerazione,
- l'approccio analitico delle cantine e dei laboratori,
- studio sull'impatto delle condizioni fermentative nella produzione di esteri da parte dei lieviti.
Nel corso di questa edizione, il coordinatore scientifico dell'OIV, Jean-Claude Ruf, è intervenuto presentando l'OIV e il suo ruolo strategico rispetto alle nuove pratiche enologiche. Questi ha inoltre ricordato il ruolo dell'OIV nel settore vitivinicolo e le principali questioni in corso di valutazione.

Questa visita si inserisce a continuazione della presentazione di vini slovacchi che si è tenuta a Bordeaux il 30 novembre scorso.
Nel corso dell'incontro presso il ministero dell'Agricoltura, Gabriela Matečná ha sottolineato la dinamicità della filiera vitivinicola slovacca, impegnata in un profondo rinnovamento accompagnato e sostenuto dal governo.
Questo processo di modernizzazione è imperniato sulla grande varietà dei terroir, sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sulla ricerca di valore aggiunto attraverso la produzione di vini di qualità.
Oltre l'80% dei vini slovacchi godono di una denominazione d'origine controllata o di un'indicazione geografica protetta. "La Slovacchia è un piccolo paese di grandi vini" commenta compiaciuta la ministra.

Nell'ambito della politica di sviluppo della ricerca e della formazione, la ministra ha menzionato la possibilità di presentare una candidatura slovacca alle borse di ricerca conferite dall'OIV.
Jean-Marie Aurand si è congratulato per gli ottimi rapporti che intercorrono tra OIV e Slovacchia ricordando, tra gli altri, il ruolo dell'ambasciatore František Lipka nella sua veste di presidente della Giuria dei Premi dell'OIV.
La diversità della vitivinicoltura slovacca
In occasione del "Laboratorio di viticoltura" organizzato nell'ambito del Salone nazionale dei vini slovacchi, il direttore generale dell'OIV ha presentato l'Organizzazione e la congiuntura del settore vitivinicolo mondiale all'Associazione dei viticoltori di Slovacchia, evidenziando le principali tendenze e le grandi sfide per il futuro.
Dopo la presentazione del sistema di controllo e di certificazione, fatta da Ivana Benkovičová (delegata slovacca presso l'OIV) e del panorama della situazione della vitivinicoltura slovacca, fatta dal presidente e dalla direttrice generale dell'Associazione dei viticoltori, Ondrej Celleng e Jaroslava Kaňuchová-Pátková, si è tenuta la consegna dei premi del Salone nazionale dei vini slovacchi.
Per concludere, il direttore generale dell'OIV ha visitato tre aziende rappresentative della diversità della vitivinicoltura slovacca.
Il fine settimana è stato segnato inoltre dall'organizzazione a Prešov della 23ª edizione del concorso internazionale Muvina, patrocinato dall'OIV.
La Slovacchia annovera circa 600 produttori che valorizzano i quasi 10.000 ha di vigneti (su un potenziale di 16.000 ha) per una produzione di circa 300.000 hL l'anno, commercializzati principalmente sul mercato nazionale.

All'evento, il quinto del suo genere (i precedenti si sono tenuti in Francia, USA e Germania), hanno partecipato 32 aziende provenienti dalle diverse regioni vinicole del paese.
Il ministro degli Affari esteri libanese, Gebran Bassil, ha colto l'occasione per evidenziare la dinamicità della filiera vitivinicola del Libano, che produce vini di qualità e grande diversità che vengono esportati in tutto il mondo.
Il direttore generale dell'Agricoltura, Louis Lahoud, ha ricordato la lunga storia della viticoltura libanese e ha sottolineato gli sforzi compiuti dal suo governo per la promozione dei vini e per l'assistenza alle aziende del settore.
In un mercato mondiale sempre più globalizzato, in cui circa il 45% dei vini consumati ha attraversato almeno una frontiera, le richieste di promozione collettiva acquisiscono un significato ancora maggiore, come ha sottolineato Jean-Marie Aurand nel suo intervento.
Il Libano possiede 14.000 ha di vigneti distribuiti sull'intero territorio, con una produzione annuale complessiva di 80.000 hL di cui il 20% viene esportato in tutto il mondo.


Programma di borse di ricerca dell’ OIV a sostegno delle aree di programma prioritarie – 2018
Tutte le informazioni qui.


Sono stati numerosi gli interventi di professionisti e rappresentanti eletti che hanno animato una riflessione sulle grandi sfide della filiera vitivinicola nell'attuale contesto europeo, segnato dal progetto di riforma della Politica agricola comune (PAC) e dall'Organizzazione comune del mercato del vino.
Jean-Marie Aurand, dopo aver presentato l'OIV, ha ampliato la riflessione a livello mondiale, inserendola nella prospettiva delle grandi tendenze evolutive del settore, al fine di collocare adeguatamente la posizione dell'Europa in questo mercato sempre più globalizzato, in cui circa il 45% dei vini attraversa almeno una frontiera prima di essere consumato. Aurand ha evidenziato come l'Europa sia particolarmente rappresentativa della grande diversità dei prodotti proposti (marchi, indicazioni geografiche, vitigni, ecc.) che caratterizza il mercato mondiale e che, paradossalmente, ne garantisce la dinamicità nel rispondere alle aspettative dei consumatori, sempre più informati e sempre più esigenti.

Per non mancare all'appuntamento con questa richiesta di autenticità, di origini territoriali, persino di storia o di patrimonio, il direttore generale dell'OIV ha sottolineato l'interesse nei confronti degli approcci regionali e federativi portati avanti dell'AREV nelle sue diverse dimensioni territoriali, enoturistiche e culturali in relazione con la civiltà del vino.
Infine, Jean-Marie Aurand ha ricordato il ruolo dell'AREV, che da molti anni è osservatore presso l'OIV, e ha espresso apprezzamento per il rafforzamento dei rapporti con quest'Assemblea, avvenuto negli ultimi anni.
L'AREV è un foro che riunisce i rappresentanti politici di quasi 75 istituzioni regionali europee e i rappresentanti del mondo professionale regionale. Forte di questa duplice rappresentatività, l'AREV interviene presso tutte le istituzioni e gli organi incaricati, direttamente o indirettamente, della politica vitivinicola europea o mondiale. In questa occasione, l'AREV ha riconfermato continuità del proprio presidente, Emiliano Garcia-Page Sánchez (presidente della comunità autonoma di Castiglia-La Mancha) e del presidente del proprio collegio professionale, il lussemburghese Aly Leonardy.