20 Dic 2020
La prima volta dei siti web nei Premi dell'OIV ha visto l’iscrizione nel Palmarès di lavori di notevole qualità.Quattro case editrici hanno ricevuto il riconoscimento della Giuria dei Premi dell'OIV 2020 per la loro rigorosa opera editoriale dedicata alla vigna e al vino.L’evento, di grande rilievo nel settore vitivinicolo, è stato presentato dalla presidente della Giuria dei Premi Azélina Jaboulet-Vercherre e dal segretario scientifico Richard Pfister, nominato nel 2019, ed è stato seguito da numerosi esponenti e personalità di tutto il mondo.Il direttore generale dell'OIV, Pau Roca, ha ribadito il ruolo dei Premi dell'OIV, la cui prima edizione risale al dicembre del 1930: promuovere la diffusione di conoscenze attuali sulla vigna e sul vino presso il mondo scientifico e tecnico e il pubblico generale, premiare la passione e l’impegno per il settore vitivinicolo degli autori e delle case editrici. Inoltre, ha sottolineato il costante adattamento di questo concorso alle nuove pubblicazioni e all’evoluzione dei mezzi di comunicazione.La presidente dell'OIV, Regina Vanderlinde, ha ringraziato gli Stati produttori e non, oltre 50 in totale, che nel corso di 90 anni sono stati rappresentati nei Premi dell'OIV dai lavori dei loro concittadini. Ha colto inoltre l’occasione per esortare gli Stati non ancora rappresentati a entrare nella storia dei Premi dell'OIV...Azélina Jaboulet-Vercherre, Presidente della Giuria del Premio Le iscrizioni per l’edizione 2021 dei Premi dell'OIV rimarranno aperte fino al 28 febbraio 2021. Maggiori informazioni e il modulo di iscrizione qui.
17 Dic 2020
Questa tavola rotonda, moderata dal capo dell’Unità “Enologia” dell’OIV, Guido Baldeschi, ha riunito 5 oratori di fama internazionale con vasta esperienza in diversi ambiti del settore vinicolo. Clicca qui per leggere il profilo degli oratori [FR/EN]. Il webinar ha confermato che il tema dei vini naturali suscita accesi dibattiti, in prima istanza sulla nomenclatura, specie quando si raffrontano i vini naturali con quelli di altro tipo. Vini convenzionali? Vini non convenzionali? Vini tradizionali? Vini naturali? Vini classici? Le opinioni della comunità vitivinicola in merito alla corretta terminologia da usare sono divergenti.Per questioni di comodità, l’OIV ha scelto di mettere a confronto i cosiddetti “vini naturali” con i “vini classici”, nella consapevolezza che non si tratta di scelte terminologiche universalmente condivise. L’OIV, d’altro canto, non fornisce alcuna raccomandazione, non essendosi ancora determinata al proposito. Il seminario ha tuttavia rappresentato un utile contributo alla ricerca dell’OIV sull’argomento. Compito dell’Organizzazione è fornire una prospettiva scientifica, invitando gli operatori del settore ad una puntuale disamina.Questo articolo riassume le principali idee esposte nel corso del webinar e si propone di fungere da orientamento.Le origini di un movimentoIl webinar si è aperto con l’intervento di Christelle Pineau, che ha tracciato un dettagliato panorama antropologico, sottolineando che persino nell’ambito del cosiddetto “movimento del vino naturale” le definizioni possibili sono molto varie. Jacques Dupont ha riconosciuto il “desiderio di un ritorno alla natura e alla purezza delle origini” pur ammettendo che esiste una certa confusione tra i consumatori, non sempre in grado di distinguere i vini naturali dai vini biologici. La difficoltà principale risiede nel fatto che le persone non hanno un’esatta nozione del vino naturale.Natalie Christensen ha parlato del “crescente interesse nei confronti della produzione naturale nell’emisfero sud. La Nuova Zelanda è un paese molto aperto all’innovazione, con una popolazione alla continua ricerca di novità, grazie soprattutto alla significativa presenza delle giovani generazioni nel settore vitivinicolo”.In merito a un’eventuale globalizzazione del gusto, che potrebbe aver determinato la popolarità del vino naturale, Luigi Moio sostiene che il punto di forza del vino risiede precisamente nella sua diversità. “Esistono ovviamente varietà internazionali come il Merlot e lo Chardonnay ma, oltre a queste, le persone sono alla ricerca di vini peculiari, vini regionali. L’importanza che viene oggi attribuita al terroir garantisce una diversità addirittura maggiore rispetto al passato”. Jamie Goode ha sottolineato la tendenza generale a lasciarsi alle spalle gli stereotipi: “in fatto di vini naturali, l’elemento più importante non è la varietà quanto piuttosto il territorio”.Che dire a proposito del gusto? Il moderatore ha poi sollevato la questione della vivacità nel vino: “Il concetto di vivacità nei vini naturali deriva dal fatto che non viene bloccata la parte viva durante la vinificazione e fino all’imbottigliamento”.Luigi Moio ha invece fatto presente che i vini naturali possono essere in molti casi ossidati, evenienza, questa, che andrebbe evitata.Quanto alle modalità di degustazione, Jacques Dupont ha affermato che i critici enologici non dovrebbero essere al corrente della filosofia produttiva prima che il vino sia stato assaggiato e valutato, poiché “la degustazione alla cieca di un vino consente un apprezzamento scevro da preconcetti”. A suo avviso, “per produrre vino naturale di alta qualità è necessario avere una conoscenza approfondita”. Da Londra, il giornalista Jamie Goode ha fatto notare che “la soglia discriminante fra la soggettività del gusto e la norma varia da persona a persona”. Si domanda su quali basi si possa stabilire che un vino sia difettoso o meno, o se il gusto di topo o sudore di cavallo si debbano considerare un segno distintivo o un difetto.Modi di produzioneQuanto all’aggiunta di solfiti in fase di vinificazione, Natalie Christensen, produttrice di grande esperienza, ha indicato quali sono rischi e vantaggi derivanti dal loro mancato uso. A suo parere, quando la SO2 non viene impiegata, si può ottenere un vino con sentori nuovi, non altrimenti percepibili. Ma d’altro canto, “produrre vino senza SO2 può essere un rischio per l’azienda, anche se qualcuno direbbe che ‘chi non risica non rosica’”.Come ha spiegato Guido Baldeschi, l’anidride solforosa svolge un'azione antiossidante e antimicrobica e consente quindi al vino di invecchiare. È stato chiesto quindi a Jamie Goode di condividere il proprio parere sul concetto di “vino da invecchiamento” e “vino invecchiato” per quanto concerne i vini naturali. Il giornalista ritiene che “nei vini naturali si possano individuare precocemente alcune note di invecchiamento”; non è tuttavia possibile affermarlo con certezza, poiché i vini naturali vengono consumati prevalentemente giovani. Luigi Moio spiega nel suo ultimo libro, Il respiro del vino, che “un lievito selezionato non ha nulla di chimico” e che “un lievito indigeno presente nelle uve o in cantina non conosce il suo ruolo nella fermentazione alcolica”. Sono giustificate le critiche mosse alle moderne tecnologie? “La conoscenza della microbiologia è essenziale, non tanto in funzione di uno specifico intervento, quanto per favorire i processi di fermentazione”. “La denominazione garantisce l’origine”I vini naturali mettono in discussione anche il concetto di “denominazione”. Come ha ricordato Jacques Dupont, il sistema delle denominazioni era nato per contrastare le frodi; non si tratta di una garanzia in termini di gusto ma di un attestato di origine. I gusti dei consumatori sono in continua evoluzione ed “è necessario aprire le porte a stili di vino diversi”. Interventi minimi per la massima purezza Nel webinar organizzato dall’OIV si è assistito alla convergenza di due filosofie e prospettive diverse. Questo dimostra che molti produttori e attori del settore, che provengano o meno dal movimento del vino naturale, guardano nella stessa direzione: interventi minimi per ottenere la massima purezza. Oltre che sulle modalità produttive, il webinar ha fatto luce sulle aspettative degli amanti del vino e sulle loro esperienze di consumo quando si concedono un bicchiere di vino: l’aspetto sociale è fondamentale nel dibattito che gravita intorno al vino naturale. In conclusione, la passione per il vino riesce ad avvicinare le persone in tutto il mondo, anche nei momenti difficili che stiamo vivendo. L’OIV ringrazia sentitamente i cinque ospiti internazionali per aver partecipato a questo webinar e per il grande contributo che hanno dato alla discussione sull’appassionante tema dei vini naturali.Al di là della filosofia, la ricerca di una maggiore purezza è un sicuro atout per il vino.Clicca qui per rivedere il webinar in inglese o francese
01 Dic 2020
Talking about natural wines can be challenging.During the webinar, the OIV aims to shed a light on this complex matter by welcoming international speakers who will exchange on this topic and give us food for thought. This virtual round table is an invitation to go beyond philosophy of the so-called natural wines.To attend the webinar register here.
- Date: Tuesday 15 December 2020
- Time: 6pm CET
- Location: Zoom
- Languages: EN, FR
25 Nov 2020
Il 26 novembre 2020, convocata per la prima volta in forma telematica, la 18ª Assemblea generale dell'OIV ha concluso un anno di lavori a distanza adottando 18 nuove risoluzioni, ribadendo il sostegno al progetto di digitalizzazione dell’Organizzazione e procedendo sul futuro inserimento della lingua russa tra le lingue ufficiali.L’ambizioso progetto di digitalizzazione è in marciaGli Stati membri dell’OIV concordano sull’importanza dello sviluppo e della conversione digitale, in particolare in questo contesto marcato dalla pandemia di Covid-19. Il progetto attuale prevede, tra gli altri obiettivi, l’istituzione di un osservatorio mondiale sulla conversione digitale del settore vitivinicolo, lo sviluppo di un nuovo sistema di raccolta ed elaborazione dei dati settoriali, la creazione di un nuovo sito internet dell’OIV e di una nuova piattaforma collaborativa per migliorare lo scambio di informazioni tra Segretariato e Stati membri. Il prossimo dicembre verrà pubblicato il bando di gara per l’attuazione del progetto, la cui durata sarà di tre anni a partire da gennaio 2021.Il russo nuova lingua ufficiale dell’OIV?L’OIV aveva già recentemente annunciato l’avvio dei negoziati per l’introduzione della lingua russa tra le lingue ufficiali dell’OIV. Durante l’Assemblea generale, Maxime Markovich, direttore del dipartimento della Cooperazione internazionale del ministero dell’Agricoltura della Federazione russa, ha presentato i vantaggi dell’adozione di una nuova lingua da parte dell’OIV. Gli Stati membri concordano sui benefici di tale introduzione e hanno stilato dei punti di lavoro per i prossimi mesi, si tratta delle condizioni affinché il russo divenga la sesta lingua ufficiale dell’Organizzazione. Attraverso questa decisione, la comunità russofona avrebbe la possibilità di comprendere meglio e adottare le pratiche e le norme internazionali dell’OIV per migliorare le condizioni di elaborazione e commercializzazione dei propri prodotti vitivinicoli.Maxime Markovich, direttore del dipartimento della Cooperazione internazionale del ministero dell’Agricoltura della Federazione russa, a sinistra Le nuove risoluzioni dell'OIVLo sviluppo sostenibile è una delle priorità degli Stati membri dell’Organizzazione che, con la nuova risoluzione OIV-VITI 641-2020, hanno approvato la Guida dell’OIV per l’applicazione dei principi della vitivinicoltura sostenibile. Questa guida completa e aggiorna l’insieme delle raccomandazioni dell'OIV nell’ambito della sostenibilità.Diverse risoluzioni riguardanti nuove pratiche enologiche andranno a integrare il Codice internazionale delle pratiche enologiche, tra cui la Guida dell'OIV per l’identificazione dei rischi, dei punti critici di controllo e della loro gestione nell’industria vinicola (HACCP) (risoluzione OIV-OENO 630-2020). Questa guida è intesa ad armonizzare l'analisi dei pericoli e a proporre degli esempi di livelli di rischio e punti critici che potrebbero presentarsi durante le fasi della vinificazione.Per ciò che concerne l'economia e il diritto, l’OIV ha adottato la definizione di vino bianco con macerazione (risoluzione OIV-ECO 647-2020): un vino bianco ottenuto dalla fermentazione alcolica di un mosto a contatto prolungato con le vinacce, compresi bucce, polpa, vinaccioli ed eventualmente raspi. Questa definizione permette, in particolar modo, di distinguere i vini ottenuti con l'antico metodo georgiano di vinificazione tradizionale in kwevri, iscritto nel 2013 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'UNESCO.Infine, l’OIV ha adottato anche le Linee guida per la valutazione dei trattamenti fisici dell’uva e dei prodotti da essa derivati (risoluzione OIV-SECSAN 664-2020).
Consulta la sintesi completa delle risoluzioni*I testi integrali delle risoluzioni adottate dalla 18ª Assemblea generale dell'OIV saranno presto consultabili sul sito internet dell'Organizzazione qui.
24 Ott 2020
Parlando in una conferenza stampa telematica dalla sede parigina dell’OIV, il 27 ottobre il direttore generale Pau Roca ha presentato le prime stime sulla produzione vinicola mondiale del 2020.Conferenza disponibile qui Comunicato StampaPrezentazione PPT [EN]Produzione di vino 2020 - Prime stime
18 Ott 2020
Nell’ambito degli Accordi dell’OIV, la Russia sosterrebbe l’onere finanziario dell’introduzione di questa nuova lingua sulla base di un progetto triennale, che dovrebbe consentire di disporre rapidamente della traduzione in russo di tutte le raccomandazioni e i testi fondamentali dell’Organizzazione. La comunità russofona avrebbe così la possibilità di avere un migliore accesso e fare proprie le pratiche e le norme internazionali adottate dall’OIV per migliorare le condizioni di elaborazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli.Qualora questa proposta, che dovrebbe essere presentata durante l’Assemblea generale di fine novembre, venisse approvata dagli Stati membri dell’OIV, il russo si andrebbe ad aggiungere all’italiano, il tedesco, il francese, lo spagnolo e l’inglese, le cinque lingue ufficiali dell’OIV, agevolando in tal modo lo scambio di competenze e la partecipazione attiva alla rete scientifica di paesi dalla lunga tradizione viticola.
14 Ott 2020
To attend this press conference, journalists are kindly asked to send an email with their name and their professional contact details to press@oiv.int.
- Date: Tuesday 27 October 2020
- Time: 3pm CET
- Location: Zoom; YouTube livestreaming
14 Ott 2020
Lo scorso 13 ottobre, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha pubblicato la decisione arbitrale sulla controversia relativa alle sovvenzioni concesse alla Boeing, consentendo all’Unione europea di chiedere all’Organo di conciliazione dell’OMC l’autorizzazione a prendere contromisure nei confronti degli Stati Uniti d’America per un valore che non superi complessivamente i 3.993.212.564 USD annuali. La decisione del 13 ottobre fa eco all’autorizzazione, concessa dall’OMC agli USA un anno fa, di applicare dazi sui prodotti europei per 7,5 miliardi di dollari americani.Quello in corso è un conflitto che ha avuto inizio 16 anni fa, relativo ad aiuti di Stato ricevuti dai due giganti dell’aeronautica: Airbus e Boeing. Le parti in causa ritengono che non sia possibile compensare il pregiudizio subito nel corso di tale controversia con misure inerenti unicamente alla costruzione e al commercio di aeromobili. Pertanto, è stato loro concesso di imporre sanzioni su altri prodotti. In tal modo è il vino a ritrovarsi moneta di scambio in un conflitto che, di fatto, non lo riguarda se non marginalmente. Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti d’America lo scorso anno nel quadro della medesima controversia hanno già colpito duramente il settore vinicolo europeo. La decisione del 13 ottobre apre alle due parti diverse soluzioni negoziali. La prima è un’acutizzazione, con nuove misure di ritorsione. Gli USA, in effetti, sono lungi dall’aver raggiunto i 7,5 miliardi di dollari autorizzati lo scorso anno e l’Unione europea ha ora la possibilità di avviare un piano di sanzioni della portata di 4 miliardi di dollari. La seconda via è quella del dialogo e dell’esclusione dei prodotti che non sono direttamente legati al merito del negoziato.Sebbene questo scontro tra titani riveli l’importanza del vino per alcune economie, l’OIV invita le parti a cogliere questa occasione e a compiere tutti gli sforzi necessari per ristabilire le condizioni necessarie a un libero commercio del vino.Ricordando che “il settore vinicolo è stato fortemente colpito dalla crisi del Covid-19 in tutto il mondo e che inoltre risente degli eventi legati al cambiamento climatico”, il direttore generale dell'OIV, Pau Roca, ha invitato “a concentrare gli sforzi a tutti i livelli al fine di limitare i fattori di stress e a lavorare per contribuire alla ripresa”.
23 Set 2020
Martedì 22 settembre, il direttore generale dell’organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), Pau Roca, e il segretario generale dell’organizzazione mondiale del turismo (OMT), Zurab Pololikashvili, hanno accolto relatrici del settore enoturistico e partecipanti da tutto il mondo a un webinar congiunto organizzato dalle due organizzazioni.Tenuto in collaborazione con il Think Tank internazionale di esperti di enoturismo e moderato da Mariëtte du Toit-Helmbold, da Città del Capo, il webinar è stato dedicato al tema della “Innovazione dell’enoturismo nel contesto del Covid-19”. Relatrici provenienti da Argentina, Cile, Francia, Italia e Spagna hanno condiviso le loro recenti esperienze sulla gestione dell’impatto del Covid-19 sulle rispettive attività enoturistiche. Sono emerse alcune tendenze comuni riguardo alle innovazioni necessarie a ripensare e rimodellare l’enoturismo nelle circostanze attuali. È stata messa in risalto l’importanza dei mercati locali, delle nuove collaborazioni, delle esperienze all’aperto e della trasformazione digitale. Comunicato stampa completoPer chi non avesse avuto la possibilità di vederlo in diretta, l’intero webinar è disponibile qui:
13 Set 2020
L'8 settembre 2020 la Giuria internazionale dell'OIV, composta dall'élite scientifica e tecnica di numerosi Stati membri dell'Organizzazione, ha attribuito 19 Premi dell'OIV e 10 Menzioni Speciali dell'OIV tra le 30 pubblicazioni selezionate, di cui 27 opere e 3 siti web.
Palmarès 2020 qui [FR/EN]La presidente della Giuria Azélina Jaboulet-Vercherre e il segretario scientifico Richard Pfister hanno ringraziato i numerosi lettori del mondo intero che hanno valutato con imparzialità e professionalità le pubblicazioni presentate.L'edizione 2020, che celebra i 90 anni dalla creazione dei Premi dell'Organizzazione internazionale della vigna e del vino, è stata particolarmente ricca, con candidature provenienti da 25 paesi e 4 continenti, suddivise tra le 11 categorie di questo Premio di fama internazionalmente riconosciuta nel settore vitivinicolo.In occasione di questa ricorrenza, la Giuria ha voluto congratularsi e incoraggiare gli editori (imprese e case editrici) di questa edizione, che hanno permesso di valorizzare il lavoro degli autori, dei fotografi e degli illustratori grazie a un'alta qualità editoriale.È per questo che è stata attribuita il Riconoscimento della Giuria dei Premi dell'OIV a 4 Case Editrici.Le iscrizioni per l'edizione 2021 sono aperte a partire dal 1º settembre 2020 fino al 28 febbraio 2021.Le pubblicazioni (libri o siti web del mondo intero, quindi di Stati membri e non membri dell'OIV), sono attese per proseguire la lunga storia dei Premi dell'OIV, il cui scopo è quello di promuovere la diffusione delle conoscenze sulla vite e sul vino presso i professionisti del settore, gli appassionati e persino i neofiti.