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18 Mar 2018

Su invito di William Lindsay Simpson, presidente della Conferenza di Saint-Yves, la più antica associazione di giuristi del Granducato di Lussemburgo, e di Robert-Ley, direttore dell’Istituto vitivinicolo e delegato del Lussemburgo presso l’OIV, il 15 marzo Jean-Marie Aurand ha tenuto una conferenza a Lussemburgo sul ruolo normativo dell’OIV e il suo impatto sul settore vitivinicolo mondiale.La conferenza ha visto la partecipazione di un pubblico variegato, composto da rappresentanti del settore vitivinicolo, ambasciatori, membri delle istituzioni dell’Unione europea impiegati nel Granducato, avvocati e giuristi e ha potuto contare sulla presenza del ministro dell’Agricoltura, viticoltura e protezione dei consumatori Fernand Etgen.Jean-Marie Aurand con Fernand EtgenNel suo discorso introduttivo, il ministro ha presentato la viticoltura lussemburghese, enfatizzando gli importanti sforzi compiuti dai viticoltori, con il sostegno delle politiche pubbliche messe in atto, per migliorare la qualità dei vini.1.250 ha di vigneti sulle rive della MosellaIl Granducato possiede 1.250 ha di vigneti sulle rive della Mosella, che producono ogni anno una media di 110.000 hl di vino, di cui il 90% bianchi e, tra questi, il 25% crémant. Fernand Etgen ha ricordato che il Lussemburgo è uno degli otto membri che nel 1924 hanno fondato l’OIV e ha assicurato al direttore generale dell’OIV il totale impegno del suo paese nei lavori dell’Organizzazione.Jean-Marie Aurand ha presentato un panorama del settore vitivinicolo mondiale, evidenziando le principali sfide future e il ruolo dell’OIV in tale contesto.Jean-Marie Aurand ha presentato un panorama del settore vitivinicolo mondiale, evidenziando le principali sfide future e il ruolo dell’OIV in tale contestoSi è inoltre complimentato per il grande impegno del Lussemburgo nei lavori dell’OIV e per il sostegno incrollabile che il Granducato offre all’Organizzazione.

13 Mar 2018

Tra i punti all’ordine del giorno della riunione, le delegazioni degli Stati membri presenti hanno discusso della revisione dei limiti massimi di piombo negli alimenti, compreso quello per il vino. In tal senso, il gruppo di lavoro istituito nel 2017 ha raccomandato di ridurre il limite massimo del Codex dagli attuali 0,20 mg/kg a 0,05 mg/kg.Diverse delegazioni hanno fatto notare che i dati considerati dal gruppo di lavoro telematico comprendono quelli relativi a bevande diverse dai vini d’uva. Per stabilire dei limiti massimi sarebbe altrettanto opportuno tenere in considerazione le caratteristiche specifiche di alcuni tipi di vino, quali i vini fortificati.Le raccomandazioni dell'OIVIl rappresentante dell’OIV ha fatto presente che l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino ha adottato da alcuni anni diverse raccomandazioni relative al piombo nei vini, in particolare, nel 1996 l’OIV ha stabilito un limite massimo di 0,20 mg/L che è stato approvato dal Codex nel 2001. Nel 2006 l’OIV ha stabilito un nuovo limite massimo di 0,15 mg/L, che è tuttora in vigore.L’OIV ha portato l’attenzione del CCCF sul fatto che un limite troppo basso, basato esclusivamente su un’analisi statistica dei campioni e che non è specificamente giustificato da un punto di vista strettamente sanitario, potrebbe avere conseguenze notevoli sul commercio internazionale.Sulla base dei dati del gruppo di lavoro, un limite massimo di 0,05 mg/kg porterebbe all’eliminazione di circa il 3% dei vini, ovvero 7,5 milioni di ettolitri di vino che verrebbero esclusi dal commercio vinicolo internazionale e, in particolare, all'esclusione di una quota importante dei vini fortificati (24%).Jean-Claude Ruf ha inoltre sottolineato che l’OIV prosegue i suoi lavori al riguardo e che, in particolare, ha già avviato una discussione sulla possibile riduzione del limite attuale (0,15 mg/L) e ha invitato il CCCF a tenere in considerazione i nuovi lavori dell’OIV su questo argomento al fine di evitare in futuro duplicazioni o incoerenze relative limiti potenziali.Il rappresentante dell’OIV ha fatto presente che l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino ha adottato da alcuni anni diverse raccomandazioni relative al piombo nei viniUna questione da discutere il prossimo annoDopo averne discusso, e dopo aver tenuto conto di tutte le informazioni, in particolare quelle menzionate dall’OIV, il CCCF, su proposta della sua presidente, ha deciso di rinviare il dibattito sul limite massimo di piombo nel vino al prossimo anno. Il gruppo di lavoro presieduto dagli Stati Uniti è stato riconfermato su questo argomento ed è stato spronato a valutare la specificità dei vini fortificati.Inoltre, il Comitato ha convenuto l’avvio di un nuovo lavoro di revisione del Codice delle pratiche per la prevenzione e la riduzione della contaminazione da piombo negli alimenti, adottato dal Codex nel 2004 (CAC / RCP 56-2004) al fine di integrare i mezzi di riduzione del contenuto di piombo nei vini.Il CCCF ha deciso inoltre di presentare alla Commissione del Codex per l’adozione finale una riduzione del limite massimo di piombo nel succo d’uva da 0,05 mg/kg a 0,04 mg/kg.

26 Feb 2018

Dopo i vini spumanti nel 2014, i vini rosé nel 2015, e l’uva da tavola e passa nel 2016 [EN], l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) presenta un nuovo approfondimento tematico sui vitigni.Scarica il documento [EN] [FR]Il vigneto mondiale, composto da più di 10000 vitigni differenti, è stato soggetto a notevoli cambiamenti nel corso degli ultimi 15 anni. Il report propone una panoramica sulla distribuzione dei vitigni a livello mondiale e ne esamina i relativi trend. Le varietà prese in considerazione (che spaziano dall’uva da vino all’uva da tavola, passa o destinata ad altro utilizzo) coprono circa il 75% della superficie vitata globale. L’analisi è basata sui dati disponibili in 44 paesi a partire dal 2000, e si focalizza in particolare sui 10 principali vitigni dei paesi la cui superficie vitata è di almeno 65000 ettari.Insieme al report è disponibile sul sito dell’OIV una tabella che include i dati utilizzati per le analisi [EN].

21 Feb 2018

Gli studenti del Master II in Amministrazione internazionale dell’Università di Parigi Panthéon-Assas hanno avuto l’occasione di scoprire gli aspetti giuridici della gestione di un’organizzazione intergovernativa e le sue peculiarità; quelli del Master II in Diritto del vino e delle bevande spiritose dell’Università di Reims Champagne Ardennes hanno potuto valutare le questioni giuridiche settoriali legate alle indicazioni geografiche o all’etichettatura; mentre gli studenti del corso di laurea in International Wine Business (IWB) dell’Università Hochschule Geisenheim hanno avuto la possibilità di analizzare le evoluzioni economiche del settore e dei mercati. Il direttore generale dell’OIV si è prodigato durante questi incontri per esporre le missioni e il funzionamento dell’OIV e per presentare le principali tendenze e sfide del settore. Di fronte a una platea di studenti provenienti da una decina di paesi diversi, Jean-Marie Aurand ha inoltre ricordato l’importanza e l’impegno dell’OIV nella formazione delle generazioni che saranno chiamate a gestire la filiera. Tale impegno si esplica in particolare attraverso il Gruppo di esperti "Formazione", che ha definito i requisiti minimi dei corsi di formazione per enologi e per sommelier, e attraverso il database dei corsi di formazione vitivinicoli a livello mondiale.

20 Feb 2018

Descrizione dell’impiegoFornire servizi di segreteria alla Commissione Viticoltura, alla Sottocommissione Uva da tavola, uva passa e prodotti non fermentati della vite e ai gruppi di esperti da esse dipendenti.Ulteriori informazioni e condizioni di assunzioneModulo di candidatura (il nostro sito consente solo documenti in formato pdf, si prega di contattare job@oiv.int per richiedere il modulo di candidatura in formato word).

28 Gen 2018

Non si accettano riviste e documenti pubblicitari o commerciali.Un'opera, premiata o no, non sarà presentato alla giuria una seconda volta. 2 moduli di registrazione: http://oiv.int/it/lorganizzazione-internazionale-della-vigna-e-del-vino/oiv-premi o jurydesprix@oiv.int● Carta da stampa libri e / o formato .PDF / Kindle nelle 10 categori.● Strumento digitale interattivo solo per le prime 5 categorie: 1-Viticoltura, 2-Enologia, 3-Economia e Diritto vitivinicoli, 4-Storia, Letteratura e Belle Arti, 5-Vino e Salute.

30 Nov 2017

Per l'occasione, Gabriela Matečná, ministro dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale, ha presentato il settore viticolo del paese mitteleuropeo, evidenziando la varietà dei terroir, che assicura una grande qualità e diversità dei vini slovacchi. La Slovacchia sta attuando un programma di modernizzazione che mira a promuovere l'uso di nuove varietà di vite e di vitigni autoctoni e a sostenere le iniziative per lo sviluppo dell'enoturismo. La strada dei vini dei Piccoli Carpazi, che riunisce quasi 400 viticoltori, è un esempio dei risultati di questa politica.Alla degustazione hanno partecipato una quindicina di aziende.Jean-Marie Aurand si è complimentato per la qualità dei rapporti che intercorrono tra OIV e Slovacchia e per l'apporto del paese alle linee guida e ai lavori dell'Organizzazione. Il direttore generale non ha dimenticato di menzionare l'attività di S.E. l'ambasciatore František Lipka, nella sua veste di presidente della Giuria dei premi dell'OIV, che premia ogni anno autori ed editori di opere sui diversi ambiti della vitivinicoltura: tecnico, economico, storico e culturale.Con un vigneto di 16.600 ha e una produzione annuale di 310.000 hl di vino, di cui oltre il 70% gode di una denominazione di origine controllata, il settore vitivinicolo slovacco è in pieno rinnovamento.S.E. l'ambasciatore Igor Slobodnik, Gabriela Matečná, Jean-Marie Aurand e S.E. l'ambasciatore František Lipka

20 Nov 2017

In questa occasione, Juban ha ricordato la modifica apportata nel 2017 relativamente alla nomenclatura del Sistema armonizzato (SA) dell'Organizzazione mondiale delle dogane che ha portato alla creazione, su richiesta dell'OIV, di una nuova sottovoce, la 2204.22, relativa ai vini in recipienti di capacità compresa tra i 2 e i 10 litri.Il SA è usato da oltre 200 paesi e unioni economiche o doganali per elaborare le tariffe doganali nazionali e le statistiche commerciali internazionali ai fini della classificazione delle merci scambiate nel mondo.Prima del 2017, il SA comprendeva solo due sottovoci: la 2204.21, che identificava il vino in recipienti di capacità inferiore o uguale a 2 litri e la sottovoce 2204.29, che identificava il vino in recipienti di capacità superiore a 2 litri, quello che viene abitualmente definito "vino sfuso".Gli operatori attendono quindi con interesse le prime statistiche, che consentiranno di distinguere tra i vini destinati al confezionamento e alla commercializzazione in recipienti di capacità inferiore ai 2 litri, quelli tra 2 e 10 litri e quelli di capacità maggiore di 10 litri.

20 Nov 2017

L'Iniziativa 4 per 1000 mira a promuovere la gestione sostenibile del suolo per adottare delle misure a favore della sicurezza alimentare e del clima. L'evento ha attirato un gran numero di personalità di ogni ambito: rappresentanti di governi, di organizzazioni intergovernative e non-governative e di istituti di ricerca. Durante la sessione inaugurale Monika Christmann ha presentato l'OIV e il suo impegno per la protezione dell'ambiente e la sostenibilità.Il suolo ha la capacità di stoccare quantità considerevoli di carbonio, ma viene spesso trascurato. Un aumento dello 0,4% annuo del carbonio catturato dal suolo grazie alle adeguate pratiche colturali potrebbe arrivare ad assorbire l'80% delle emissioni totali di gas serra.L'obiettivo dell'iniziativa 4 per 1000 è di promuovere progetti mirati a favorire il sequestro di carbonio nel suolo. L'Iniziativa, lanciata dal governo francese in occasione della COP21 del 2015, ha registrato un rapido successo. 21 paesi e 11 organizzazioni intergovernative, tra cui l'OIV, sono riunite oggi nel consorzio, mentre 19 paesi e oltre un centinaio di organizzazioni non-governative e istituti di ricerca vi partecipano come membri del forum.

19 Nov 2017

All'evento erano presenti oltre 250 partecipanti, tra cui le principali aziende vitivinicole ucraine. I dibattiti hanno affrontato la situazione del settore vitivinicolo e sulle sue prospettive rispetto alle principali sfide che lo riguardano: sviluppo del vigneto, modernizzazione delle aziende, normazione ed evoluzione del quadro normativo coerentemente con le norme internazionali.Il direttore generale dell'OIV, dopo essersi complimentato per la qualità degli interventi del forum, ha fatto una presentazione dell'OIV e dei suoi obiettivi e ha poi evidenziato le principali tendenze del settore vitivinicolo su scala mondiale e le grandi sfide del futuro. In particolare, ha insistito sull'importanza della normazione dei prodotti secondo le norme internazionali al fine di assicurare la loro qualità e di rispondere meglio alle aspettative dei consumatori, sia nel mercato domestico che in quello internazionale.Il forum ha avuto il suo prosieguo nel Festival del vino ucraino, nel corso del quale sono stati presentati i vini e i brandy delle principali aziende del settore.Con una superficie vitata di 45.000 ha, l'Ucraina produce circa 1 milione di ettolitri di vino e brandy. Sono registrate quasi 150 aziende. Nel corso della sua visita, Jean-Marie Aurand ha incontrato anche il primo vice primo ministro ucraino Stepan Kubiv per valutare la possibilità di un ritorno dell'Ucraina nell'OIV.Con il primo vice primo ministro ucraino Stepan KubivCon le autorità ucraine

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