
L'8 settembre 2020 la Giuria internazionale dell'OIV, composta dall'élite scientifica e tecnica di numerosi Stati membri dell'Organizzazione, ha attribuito 19 Premi dell'OIV e 10 Menzioni Speciali dell'OIV tra le 30 pubblicazioni selezionate, di cui 27 opere e 3 siti web.
Palmarès 2020 qui [FR/EN]
La presidente della Giuria Azélina Jaboulet-Vercherre e il segretario scientifico Richard Pfister hanno ringraziato i numerosi lettori del mondo intero che hanno valutato con imparzialità e professionalità le pubblicazioni presentate.
L'edizione 2020, che celebra i 90 anni dalla creazione dei Premi dell'Organizzazione internazionale della vigna e del vino, è stata particolarmente ricca, con candidature provenienti da 25 paesi e 4 continenti, suddivise tra le 11 categorie di questo Premio di fama internazionalmente riconosciuta nel settore vitivinicolo.
In occasione di questa ricorrenza, la Giuria ha voluto congratularsi e incoraggiare gli editori (imprese e case editrici) di questa edizione, che hanno permesso di valorizzare il lavoro degli autori, dei fotografi e degli illustratori grazie a un'alta qualità editoriale.
È per questo che è stata attribuita il Riconoscimento della Giuria dei Premi dell'OIV a 4 Case Editrici.
Le iscrizioni per l'edizione 2021 sono aperte a partire dal 1º settembre 2020 fino al 28 febbraio 2021.
Le pubblicazioni (libri o siti web del mondo intero, quindi di Stati membri e non membri dell'OIV), sono attese per proseguire la lunga storia dei Premi dell'OIV, il cui scopo è quello di promuovere la diffusione delle conoscenze sulla vite e sul vino presso i professionisti del settore, gli appassionati e persino i neofiti.


Martedì 22 settembre, il direttore generale dell’organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), Pau Roca, e il segretario generale dell’organizzazione mondiale del turismo (OMT), Zurab Pololikashvili, hanno accolto relatrici del settore enoturistico e partecipanti da tutto il mondo a un webinar congiunto organizzato dalle due organizzazioni.
Tenuto in collaborazione con il Think Tank internazionale di esperti di enoturismo e moderato da Mariëtte du Toit-Helmbold, da Città del Capo, il webinar è stato dedicato al tema della “Innovazione dell’enoturismo nel contesto del Covid-19”.
Relatrici provenienti da Argentina, Cile, Francia, Italia e Spagna hanno condiviso le loro recenti esperienze sulla gestione dell’impatto del Covid-19 sulle rispettive attività enoturistiche. Sono emerse alcune tendenze comuni riguardo alle innovazioni necessarie a ripensare e rimodellare l’enoturismo nelle circostanze attuali. È stata messa in risalto l’importanza dei mercati locali, delle nuove collaborazioni, delle esperienze all’aperto e della trasformazione digitale.
Per chi non avesse avuto la possibilità di vederlo in diretta, l’intero webinar è disponibile qui:

Lo scorso 13 ottobre, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha pubblicato la decisione arbitrale sulla controversia relativa alle sovvenzioni concesse alla Boeing, consentendo all’Unione europea di chiedere all’Organo di conciliazione dell’OMC l’autorizzazione a prendere contromisure nei confronti degli Stati Uniti d’America per un valore che non superi complessivamente i 3.993.212.564 USD annuali.
La decisione del 13 ottobre fa eco all’autorizzazione, concessa dall’OMC agli USA un anno fa, di applicare dazi sui prodotti europei per 7,5 miliardi di dollari americani.
Quello in corso è un conflitto che ha avuto inizio 16 anni fa, relativo ad aiuti di Stato ricevuti dai due giganti dell’aeronautica: Airbus e Boeing. Le parti in causa ritengono che non sia possibile compensare il pregiudizio subito nel corso di tale controversia con misure inerenti unicamente alla costruzione e al commercio di aeromobili. Pertanto, è stato loro concesso di imporre sanzioni su altri prodotti. In tal modo è il vino a ritrovarsi moneta di scambio in un conflitto che, di fatto, non lo riguarda se non marginalmente.
Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti d’America lo scorso anno nel quadro della medesima controversia hanno già colpito duramente il settore vinicolo europeo. La decisione del 13 ottobre apre alle due parti diverse soluzioni negoziali. La prima è un’acutizzazione, con nuove misure di ritorsione. Gli USA, in effetti, sono lungi dall’aver raggiunto i 7,5 miliardi di dollari autorizzati lo scorso anno e l’Unione europea ha ora la possibilità di avviare un piano di sanzioni della portata di 4 miliardi di dollari. La seconda via è quella del dialogo e dell’esclusione dei prodotti che non sono direttamente legati al merito del negoziato.
Sebbene questo scontro tra titani riveli l’importanza del vino per alcune economie, l’OIV invita le parti a cogliere questa occasione e a compiere tutti gli sforzi necessari per ristabilire le condizioni necessarie a un libero commercio del vino.
Ricordando che “il settore vinicolo è stato fortemente colpito dalla crisi del Covid-19 in tutto il mondo e che inoltre risente degli eventi legati al cambiamento climatico”, il direttore generale dell'OIV, Pau Roca, ha invitato “a concentrare gli sforzi a tutti i livelli al fine di limitare i fattori di stress e a lavorare per contribuire alla ripresa”.

To attend this press conference, journalists are kindly asked to send an email with their name and their professional contact details to press@oiv.int.
- Date: Tuesday 27 October 2020
- Time: 3pm CET
- Location: Zoom; YouTube livestreaming

Nell’ambito degli Accordi dell’OIV, la Russia sosterrebbe l’onere finanziario dell’introduzione di questa nuova lingua sulla base di un progetto triennale, che dovrebbe consentire di disporre rapidamente della traduzione in russo di tutte le raccomandazioni e i testi fondamentali dell’Organizzazione.
La comunità russofona avrebbe così la possibilità di avere un migliore accesso e fare proprie le pratiche e le norme internazionali adottate dall’OIV per migliorare le condizioni di elaborazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli.
Qualora questa proposta, che dovrebbe essere presentata durante l’Assemblea generale di fine novembre, venisse approvata dagli Stati membri dell’OIV, il russo si andrebbe ad aggiungere all’italiano, il tedesco, il francese, lo spagnolo e l’inglese, le cinque lingue ufficiali dell’OIV, agevolando in tal modo lo scambio di competenze e la partecipazione attiva alla rete scientifica di paesi dalla lunga tradizione viticola.