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La presidente e il direttore generale hanno partecipato alle riunioni di lavoro per l'avvio delle prime fasi logistiche e hanno visitato il Centro internazionale di conferenze di Ginevra (CICG), che accoglierà gli esperti e i delegati che parteciperanno al 42º Congresso dell'OIV. I dirigenti dell'OIV sono stati accolti dal Comitato organizzativo svizzero, guidato dalla presidente Simone de Montmollin, dal vicepresidente Dominique Maigre, dal presidente del Comitato scientifico François Murisier e dal capo della delegazione svizzera presso l'OIV Pierre Schauenberg.

Preservare e innovare: aspettative ambientali, economiche e sociali
Il prossimo Congresso dell'OIV affronterà le questioni relative alla sostenibilità con il titolo: "Preservare e innovare: aspettative ambientali, economiche e sociali". I contributi scientifici potranno essere presentati online attraverso la piattaforma dedicata del Congresso. La scadenza del termine per l'invio degli abstract è il 3 marzo 2019.
Le iscrizioni al Congresso sono già aperte sul sito ufficiale del 42º Congresso mondiale della vigna e del vino.
Un'occasione eccezionale per i partecipanti al Congresso
La sera di venerdì 19 luglio 2019 si svolgerà la Fête des Vignerons: una celebrazione delle centenarie tradizioni vitivinicole di un'intera regione con uno spettacolo organizzato dalla Confrérie des Vignerons. Un evento unico al mondo che si tiene una volta ogni generazione a Vevey, una cittadina sita nel cuore dei vigneti di Lavaux, nel Canton Vaud, iscritta nella Lista del Patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO.
Iscrivendosi al Congresso si avrà diritto a uno sconto tra il 40 e il 50% sul biglietto d'ingresso a questo spettacolo serale. Dato il numero limitato di posti a sedere, si raccomanda di iscriversi qui il prima possibile per non perdere questa occasione.
Il biglietto comprende il trasporto A/R tra Ginevra e Vevey.

L'OIV ha ricevuto le rappresentanti del progetto World Wine Women, un progetto di giro dei vigneti del mondo al femminile, mirato innanzitutto ad apprendere sul campo e a scoprire il ruolo delle donne in questo settore tradizionalmente maschile.

Alexandra Dubar, Alice Bergeras, Atalante Ramé e Louise Douvry sono partite con l'idea di lavorare nelle vigne e nelle cantine fianco a fianco dei vignaioli per acquisire esperienze concrete e quotidiane dei metodi di lavoro locali. I paesi che compongono l'itinerario sono, in ordine di visita: Sud Africa, Argentina, Cile, Nuova Zelanda, Australia, Cina e Stati Uniti d'America.
Se il loro obiettivo è interrogarsi sull'immagine, sul ruolo e sul posto della donna nel settore vitivinicolo, queste studentesse di Economia e commercio puntano anche a scoprire e analizzare le diverse sfaccettature delle nuove sfide del settore. E ciò in un contesto nel quale l'offerta è in piena evoluzione con l'emergere di nuovi paesi produttori e di nuovi modelli di consumo e nel quale l'impatto del cambiamento climatico sui metodi di produzione non è mai stati così forte.
Questo progetto si inserisce nel desiderio dell'OIV di valorizzare il ruolo delle donne nel mondo del vino. "Sono fiera di poter essere la portavoce dell'OIV per la valorizzazione della presenza femminile in questo settore", ha ricordato Regina Vanderlinde, presidente dell'Organizzazione, in occasione degli auguri di inizio anno espressi recentemente presso la sede dell'OIV.

Per saperne di più
Scoprire e sostenere il progetto: World Wine Women
L'ambasciatore era accompagnato da Ignacio Morandé, direttore di ProChile in Francia, e da Camille Péron, consigliera di ProChile.
Nel corso della riunione i convenuti hanno espresso la loro soddisfazione per la qualità delle relazioni con il Cile, membro dell'OIV dal 1952 e primo paese dell'emisfero australe a aderire dell'Organizzazione.
Durante l'incontro, l'ambasciatore del Cile ha sottolineato l'importanza del settore vitivinicolo per il suo paese, il forte radicamento culturale e l'immagine positiva del vino in Cile. Con una produzione di 12,9 Mio hL nel 2018, il Cile è il settimo maggior produttore del mondo. È stata inoltre evidenziata l'importanza della produzione dell'uva da tavola, di cui il Cile è storicamente il maggior esportatore mondiale.

S. E. Juan Salazar Sparks e ProChile hanno posto l'accento sui grandi progressi registrati dal commercio internazionale del vino cileno, sia in termini di qualità che di prezzo, e sul lavoro svolto negli ultimi anni nell'utilizzo delle varietà autoctone del Cile.
Rafforzamento e trasferimento delle conoscenze tecniche del Cile a beneficio di altri Stati membri
In questo contesto, si è discusso anche di come promuovere i rapporti con l'Organizzazione e del rafforzamento e del trasferimento delle conoscenze tecniche del Cile a beneficio di altri Stati membri, attraverso la partecipazione di un maggior numero di esperti cileni nelle varie commissioni, sottocommissioni e gruppi di esperti dell'OIV.
Pau Roca ha espresso il suo apprezzamento per l'organizzazione del 43º Congresso mondiale dell'OIV, che si terrà in Cile dal 22 al 27 novembre 2020. Questo evento sarà l'occasione per mostrare i progressi del settore vitivinicolo cileno, che ha ospitato per l'ultima volta un congresso dell'OIV nel 1986.

L'OIV ha accolto 21 studenti dell'università Hochschule Geisenheim. Un incontro estremamente positivo, nel quale le domande degli studenti si sono concentrate sulle modalità operative dell'OIV e sugli obiettivi del nuovo direttore generale per il suo mandato quinquennale.
In tal senso, Pau Roca ha in parte svelato cosa è possibile aspettarsi dal prossimo Piano strategico 2020-2024 dell'OIV, indicando tre principali linee strategiche: sostenibilità, digitalizzazione e miglioramento dei servizi offerti dall'OIV agli Stati membri. In effetti, la digitalizzazione è un elemento centrale tra gli interessi del nuovo direttore generale, che vuole anticipare i cambiamenti e le ripercussioni di tecnologie quali la blockchain nel settore vitivinicolo.

La promozione di un consumo moderato di vino e la sua autenticità come prodotto sono altri degli aspetti evidenziati da Pau Roca. "All'interno di un ecosistema è imperativo preservare la biodiversità. Lo stesso vale per la moltitudine di piccole cantine del settore. La promozione di questa diversità non passa solo attraverso il marketing e il branding. Dobbiamo concentrarci su una comprensione del consumo da un punto di vista culturale".

Cambiamento climatico, una grande preoccupazione
Il cambiamento climatico è oggi una delle maggiori fonti di preoccupazione ed è stato ovviamente affrontato durante l'incontro. Pau Roca ha ricordato che l'impianto di viti si basa su un approccio nettamente umano: "le varietà sono state create dall'uomo". Pertanto, "il settore vitivinicolo è molto sensibile al cambiamento climatico e non ha mai negato la rilevanza di questo problema". A tale riguardo, il direttore generale parteciperà alla cerimonia di apertura della conferenza "Climate Change Leadership - Solutions for the Wine Industry", che si terrà in Portogallo il 6 marzo 2019 e durante la quale approfondirà la questione. Questo evento, patrocinato dall'OIV, fornirà un foro dove gli attori della filiera potranno discutere e condividere esperienze personali e soluzioni pratiche di breve e lungo periodo per mitigare gli impatti di un clima in evoluzione.