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• Date: Thursday 4th November 2021
• Time: 3pm CET
• Location: OIV App (soon available)
• Language: English, French, Spanish


Parlando in una conferenza stampa telematica dalla sede parigina dell’OIV, il 27 ottobre il direttore generale Pau Roca ha presentato le prime stime sulla produzione vinicola mondiale del 2021.
• Il volume di produzione atteso nell’UE è scarso, in particolare in Italia, Spagna e Francia, che registrano una riduzione complessiva di circa 22 Mio hl rispetto al 2020 a causa delle gelate primaverili tardive e delle condizioni meteo complessivamente sfavorevoli.
• I soli grandi produttori di vino dell’UE che hanno ottenuto raccolti superiori a quelli del 2020 sono Germania, Portogallo, Romania e Ungheria.
• Le prime previsioni sul raccolto statunitense indicano un volume di produzione appena superiore a quello 2020.
• Anno particolarmente positivo per i vigneti dell’emisfero australe, dove le condizioni metereologiche relativamente favorevoli hanno contribuito a livelli di produzione record in America del Sud, Sudafrica e Australia, con l’eccezione della sola Nuova Zelanda.
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Produzione di vino 2021 - Prime stime



All’incontro erano presenti esperti di università, governi, organizzazioni internazionali e del settore privato provenienti da diversi paesi: Adriaan Oelofse, responsabile ricerca, sviluppo e innovazione presso WINETECH, che ha parlato del concetto di “vigneto intelligente”, il dott. Bernard Chen, esperto in intelligenza artificiale e professore dell’Università dell’Arkansas, il dott. Javier Ibáñez, esperto di blockchain e professiore dell’Università Pontificia Comillas, Fabián Torres, consulente principale presso SICPA ed esperto in trasformazione e consulenza digitale, e Olivier Oram, esperto di blockchain e fondatore di Chainvine, un’azienda che offre consulenza per ridurre il “costo della fiducia” (cost of trust) nella circolazione del vino nel mondo.

Questo evento è stato particolarmente sentito dall’OIV, in quanto rappresenta una tappa fondamentale del suo Piano strategico quinquennale. “Dalla sua fondazione nel 1924, l’approccio dell’OIV è sempre stato quello di accogliere le più recenti evoluzioni delle conoscenze scientifiche e di utilizzare gli strumenti più innovativi offerti all’umanità dalla tecnologia”, ha affermato il direttore generale dell’OIV Pau Roca nel suo discorso di apertura del convegno.
“È stato estremamente interessante vedere come le nuove tecnologie possono contribuire ad affrontare alcune delle questioni fondamentali del settore, come la sostenibilità, il cambiamento climatico, la tracciabilità, la prevenzione delle frodi e la resilienza”, ha dichiarato Roca a conclusione dell’incontro.
In quanto organizzazione internazionale di ambito scientifico e tecnico, l’OIV ambisce a fornire ispirazione e orientamento a tutte le parti interessate, e a garantire che l’intera filiera possa beneficiare pienamente di questa transizione, che si tratti di aziende, di governi o di consumatori.
PPT per Giorgio Delgrosso, Head of Statistics & Chief DigitalTransformation Officer
Qui è possibile consultare i risultati preliminari della relazione sulle tendenze digitali nel settore vitivinicolo.

Una delle novità per il settore vitivinicolo consiste nell’autorizzazione ufficiale della dealcolizzazione totale e parziale dei vini. Nel definire questo nuovo quadro normativo, l’UE si è basata sui lavori dell’OIV, in particolare sulle risoluzioni OIV-ECO 523-2016, OIV-ECO 433-2012 e OIV-ECO 432-2012.

D’ora in avanti, la designazione della categoria di prodotti (indicazione obbligatoria) può essere completata dai termini “dealcolizzato” o “parzialmente dealcolizzato” per i prodotti seguenti: “vino”, “vino spumante” e “vino frizzante gassificato”. La dealcolizzazione totale è limitata ai prodotti senza denominazione di origine o indicazione geografica. La dealcolizzazione parziale è consentita per tutti i vini, i vini spumanti e i vini frizzanti gassificati.
Il limite del tenore alcolico che discrimina tra “dealcolizzato” e “parzialmente dealcolizzato” è quello accettato dall’OIV nel 2012, ossia 0,5%.
In linea con le raccomandazioni dell’OIV (OIV-OENO 394A-2012), i processi di dealcolizzazione autorizzati per ridurre parzialmente o quasi totalmente il tenore di etanolo in questi prodotti sono la parziale evaporazione sotto vuoto e/o le tecniche a membrana e/o la distillazione.
Il settore vitivinicolo si apre all’innovazione e si mostra sensibile all’evolvere delle preoccupazioni dei consumatori, nel rispetto dell’integrità e delle tradizioni del prodotto.
Gli Stati membri dell’OIV lavorano attualmente alla definizione di pratiche enologiche specifiche applicabili a questi nuovi prodotti.